Crowdfunding immobiliare: quando uno vuol dire molti

20/12/2023 - Fabio

L'idea stessa di crowdfunding immobiliare ha a che vedere con qualcosa di più complesso di quanto si possa pensare dall'esterno. Raccogliere capitali per dare una seconda vita a delle costruzioni non è un'operazione automatica. Lo sforzo di chi gestisce questo tipo di attività è rendere tutto semplice e chiaro per chi sceglie di finanziare i progetti. Ma dietro una piattaforma online c'è molto di più.

La realizzazione di un capitale economico per una ristrutturazione, la generazione di un margine di profitto appetibile per chi investe, rappresentano entrambi dei punti di arrivo. Il punto di partenza è sempre il capitale umano: uomini e donne, professionisti che spendono tempo ed energie alla ricerca della giusta opportunità, che hanno una capacità di visione per saper scegliere luoghi dal potenziale nascosto.

Cosa c'è dietro un progetto di crowdfunding immobiliare?

Qual è la prima cosa che viene in mente, pensando al crowdfunding immobiliare? Certamente la semplicità del meccanismo: si accede ad una piattaforma, si seleziona il progetto, e in pochi clic ci si iscrive e si decide di investire una quota. Se invece si è parte del team che mette in piedi le operazioni da finanziare, allora la risposta che riceverete sarà molto diversa.

Sentirete parlare di sveglie che suonano la mattina molto presto, di colazioni consumate in fretta mentre si organizza l'agenda, e tanto, tanto asfalto sotto le gomme. La prima missione cui adempiere è quella di individuare la costruzione. Qui è necessario sfruttare al massimo ogni minuto di ogni giorno in sinergia con la giusta agenzia immobiliare.

Sappiamo bene che bisogna prestare attenzione anche al territorio in cui muoversi. Cosa realizzeremo oggi? La riqualificazione di un edificio abbandonato a se stesso in periferia, oppure una struttura ricettiva che sfrutti la sua posizione strategica in un punto d'interesse storico o paesaggistico? Ogni mattina può esserci sempre una sfida diversa.

Obiettivi etici: un guadagno per tutti

La prima cosa che fa un gruppo di persone deciso a diventare un team è stabilire la propria identità: che cosa farà questa squadra, e come lo farà? Nel mondo del crowdfunding immobiliare, esistono due modi di fare le cose: l'equity, dove i finanziatori si sobbarcano oneri societari puntando a guadagni più alti per progetti più ambiziosi, e il lending, in cui, con molti meno rischi e senza alcun onere, chi investe diventa creditore verso la piattaforma.

Certo, avremmo forse potuto scegliere di percorrere la strada dell'equity e pensare di dedicarci a traguardi molto remunerativi. Poi ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo capito che la vera risposta non era questa, per noi. Ci è bastato ricordarci di essere semplicemente delle persone, un gruppo di giovani che hanno sudato e investito in prima persona per realizzare un sogno. Avremmo davvero voluto che altre persone si accollassero i rischi legati al far parte di una società, seppure con la prospettiva di altissimi profitti?

Il team, nella nostra visione, include tutti quanti: chi lavora dietro una piattaforma e chi interagisce, scegliendo di diventare investitore. Non potremmo pensare ad una forma più sicura e concreta di guadagno del lending. Chiunque voglia, può partecipare con quote minime: questo significa poter far crescere i propri guadagni diversificando su più operazioni allo stesso tempo.

In questo modo, si aiuta l'economia del territorio attraverso le riqualificazioni, e gli investitori possono sempre contare sul rientro del capitale e su margini di guadagno interessanti.

La felicità di uno è il successo di tutti

Cosa si sarebbe potuto fare di più, oltre a rendere il crowdfunding sicuro ed accessibile attraverso progetti concreti e a basso rischio? Ce lo siamo chiesti spesso, nel corso di lunghe riunioni che ci hanno tolto il sonno, la voce, ma non la voglia di trovare la risposta giusta. Sapevamo fin dall'inizio che con le operazioni immobiliari si può incappare in alcuni imprevisti: ritardi sui cantieri, lentezze burocratiche...

Ma perché questo dovrebbe ricadere su chi ha creduto nel progetto finanziandolo? Certo, gli intoppi esistono, e magari ce la saremmo potuta cavare spiegando la situazione. Non saremmo mai stati sereni con noi stessi, non ci sarebbe piaciuto uscirne così. Allora abbiamo scelto, ancora una volta, la via meno facile, la sola che ci avrebbe consentito di essere di parola. Tutte le nostre energie sono state dedicate a far sì che i capitali investiti fossero sempre restituiti nei tempi previsti. Il risultato di tale sforzo, sono stati i numerosi rientri anticipati delle quote.

A questo punto, si potrebbe pensare di aver fatto abbastanza. Il problema, se così si può dire, è che le nostre idee si muovono in continuazione, e vanno tutte verso la stessa direzione: abbattere le barriere virtuali e stabilire con gli investitori un autentico rapporto uno-a-uno. Oltre a dedicare una parte delle risorse del team ad attività di customer care, abbiamo aperto su alcuni progetti una nuova iniziativa: la trattativa personalizzata, cioè la possibilità di investire di più a fronte di un profitto più alto.

Se anche un solo investitore sarà stato contento dei propri guadagni, se si sentirà finalmente considerato come una persona che crea valore contribuendo a grandi obiettivi, allora, avremo vinto tutti.