Il lending crowdfunding immobiliare di Isicrowd: l'intervista

27/12/2023 - Carlo Miele

Cosa crea fiducia nelle persone quando si tratta di investire i propri risparmi? Più dei numeri e delle percentuali, sono i fatti a contare davvero. Se parliamo di lending crowdfunding immobiliare, ci sono diverse storie di successo da raccontare.

Ci siamo ritrovati davanti ad un caffè con il CEO & Founder di Isicrowd, Antonio Ottaiano. Con lui abbiamo parlato di operazioni immobiliari, crescita finanziaria, ma anche di come superare le difficoltà iniziali e di futuro.

Lending crowdfunding immobiliare: che cosa vuol dire, in termini semplici?

Si tratta di una forma d'investimento etica, alla quale tutti possono partecipare. Le quote di ingresso per le operazioni immobiliari sono sempre accessibili nel lending crowdfunding. Questo vuol dire che chi sceglie di finanziare può diversificare, cioè prendere parte a più operazioni contemporaneamente ottenendo così più ricavi. Il bello di questo sistema è proprio la condivisibilità: non bisogna disporre di grandi ricchezze né tantomeno essere dei maghi della finanza.

Cosa c'è di etico nel lending, oltre all'accessibilità?

Il lending crowdfunding, per me ed il mio team, è stata una scelta importante. Non riguarda solo il guadagno, ma i posti e le persone della nostra vita. Crescere a Napoli, o in qualsiasi città del Mezzogiorno, ti dà una prospettiva diversa anche sugli affari.

Forse è vero che siamo facili ad accalorarci, prendendo tutto sul personale. Ma l'opportunità di gestire operazioni di crowdfunding immobiliare nei nostri luoghi nativi, è una questione personale. Vuol dire davvero portare avanti progetti etici, riqualificando vecchi edifici per rimetterli sul mercato.

Tutto questo significa ottenere un doppio valore: il guadagno degli investitori, che sono persone comuni, e lo sviluppo del mercato immobiliare, perciò del territorio.

Ma non dev'essere stato facile fare impresa come start up di crowdfunding nel Mezzogiorno, giusto?

No, non lo è stato, ma altrimenti non si chiamerebbe impresa, esatto? Mettere nella stessa frase le parole "start up" e "Sud Italia" sembra quasi una battuta per molti, o un sacrilegio. Ne eravamo perfettamente consapevoli fin dall'inizio. Ci abbiamo speso tutte le primissime riunioni, di quelle informali, che si fanno intorno al tavolo di una pizzeria, quando i sogni si cominciano a formare. Ciò che, nel tempo, ci ha più tolto il sonno è stato rispondere alla domanda "come dimostrare nei fatti che chi ci critica ha torto?".

Come realtà in crescita, sapevamo di non poter concorrere con i big del settore, perciò dovevamo trovare dei punti distintivi. Abbiamo costantemente lavorato su due asset per noi molto importanti e che, ne eravamo già certi, avrebbero fatto la differenza. Il primo, è la restituzione del capitale raccolto nei tempi previsti e perfino in anticipo. Il secondo, invece, è il margine di profitto sopra la media per il lending crowdfunding. Possiamo dire che, nell'arco di diciassette progetti sempre andati a buon fine, siamo riusciti nei nostri intenti.

Di quei diciassette progetti, ce n'è uno che ricorda con particolare emozione?

Il primo che mi torna in mente è il progetto Via Correra. Ha rappresentato per tutta la community di Isicrowd un salto importante, quello verso il crowdfunding turistico. Via Correra è un punto di passaggio strategico a Napoli, perché fa parte di uno dei suoi quartieri più antichi, chiamato Cavone. Da lì, ci si ritrova direttamente nella storia della città, quella dei vicoli, delle chiese antiche e dei rioni.

Ricordo che, tramite i professionisti dell'immobiliare con cui collaboriamo, riuscimmo ad acquisire un vecchio rudere che si trovava proprio lì. Rappresentava la nostra occasione per un lending crowdfunding immobiliare che riqualificasse il territorio metropolitano anche dal punto di vista turistico. L'obiettivo, perciò, è stato quello di utilizzare il capitale anticipato dai nostri finanziatori, diecimila euro, per trasformare quella vecchia costruzione in un moderno B&B.

Questo progetto ci ha dato delle soddisfazioni immense. Infatti, siamo riusciti a restituire il capitale con ben 154 giorni d'anticipo sui tempi, assicurando agli investitori un profitto del 12%. Alla fine, il primo bed & breakfast nato da un crowdfunding di Isicrowd è lì, funzionante, con un bel via vai di ospiti: è realtà, e lo abbiamo fatto noi, tutti insieme.

Così arriviamo ad oggi, col raggiungimento di un milione di euro in capitali raccolti. E domani?

Domani è qualcosa di meraviglioso, dopo tutto il lavoro fatto per arrivare fin qui. Il futuro è un'idea che per la prima volta affrontiamo con molto più ottimismo che dubbi. Nell'arco di diciassette progetti di lending crowdfunding immobiliare, abbiamo raccolto un milione di euro in capitali. Si tratta di qualcosa che fa ancora battere il cuore e che va festeggiata. Soprattutto perché consolida con i risultati il rapporto di fiducia con la community.

Eppure eccoci qui, già a parlare di futuro, perché chi fa impresa sa bene che il tempo non aspetta, e davanti a noi ce n'è tanto. Stiamo ricaricando le energie per una nuova ripartenza, con la ricapitalizzazione di Isicrowd e l'adeguamento alle nuove normative UE. La conclusione di questa fase di transizione ci permetterà di dare agli investitori una chiarezza ed una trasparenza ancora maggiori.

Significherà anche poter cominciare a pensare più in grande e realizzare progetti più ambiziosi. La motivazione che ci spinge ad andare oltre è che un milione raccolto oggi diventerà milioni di nuovi successi domani.